Nuove modalità di accesso a Medicina dal 2025

 

A partire dal 2025, le modalità di accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, e Medicina Veterinaria subiranno una svolta significativa. La riforma approvata dal Comitato ristretto della Commissione Cultura e Istruzione del Senato prevede l’eliminazione del tradizionale test di ammissione, sostituito da un sistema di iscrizione libera per il primo semestre.

Iscrizione libera al primo semestre e criteri per il proseguimento degli studi

La riforma permette a tutti gli studenti interessati di iscriversi direttamente al primo semestre dei corsi sopra citati. Tuttavia, per essere ammessi al secondo semestre, sarà necessario superare una serie di esami relativi alle discipline biomediche, sanitarie, farmaceutiche e veterinarie. Questi esami avranno il compito di selezionare gli studenti in base a una graduatoria di merito nazionale.

In caso di mancata ammissione al secondo semestre, gli studenti avranno comunque diritto al riconoscimento dei crediti formativi acquisiti durante il primo semestre, permettendo loro di trasferirsi in un altro corso di laurea, potenzialmente già indicato come seconda scelta.

Una riforma che punta alla qualità e alla flessibilità

L’obiettivo del nuovo sistema è garantire maggiore equità e trasparenza nell’accesso, oltre a una migliore armonizzazione dei piani di studio tra le varie università. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha dichiarato che questa riforma mira a formare almeno 30.000 nuovi medici nei prossimi anni, puntando su un’eccellenza formativa e l’integrazione delle nuove tecnologie nel campo medico.

Le critiche al nuovo modello: preoccupazioni e disaccordi

Nonostante la volontà del governo di rendere l’accesso più inclusivo e meritocratico, non mancano le critiche. Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ha espresso perplessità sulle modalità di attuazione della riforma, pur apprezzando l’intenzione di correlare il numero degli studenti alle reali necessità del sistema sanitario.

Più dure le parole del segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, che ha definito lo stop al numero chiuso come un errore politico grave. Di Silverio teme che l’abolizione del numero programmato possa portare a una sovrabbondanza di medici, favorendo l’impiego di manodopera a basso costo nel settore privato, danneggiando così la qualità della formazione medica e il Sistema Sanitario Nazionale.

Un nuovo modello formativo per il futuro della medicina

La riforma, inoltre, valorizza il percorso già avviato dai licei a curvatura biomedica, prevedendo anche la possibilità di anticipare il semestre di orientamento prima dell’inizio dell’anno accademico. Questo consentirebbe agli studenti di sostenere gli esami già a settembre, preparandosi gratuitamente grazie a corsi organizzati dalle università, anche in modalità asincrona.

Conclusione

Le nuove modalità di accesso a Medicina rappresentano una sfida ambiziosa e un tentativo di innovare il sistema formativo medico in Italia. Mentre da un lato si cerca di garantire una maggiore inclusività e trasparenza, dall’altro restano numerosi dubbi legati alla reale efficacia di questo nuovo modello. La speranza è che, attraverso un’attuazione efficace e ben pianificata, questa riforma possa rispondere sia alle esigenze degli studenti, sia a quelle del sistema sanitario nazionale.

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